Che cosa sono i composti organici volatili?
Nella nostra vita quotidiana incontriamo numerose sostanze che influiscono sulla qualità dell’aria che respiriamo, i composti organici volatili costituiscono la gran parte dell’inquinamento urbano e indoor.
Sono composti organici, il che significa che contengono atomi di carbonio (spesso legati a idrogeno, ossigeno, fluoro o cloro). Questa struttura li rende particolarmente reattivi in atmosfera.
In termini semplici, un COV (Composto Organico Volatile) è una sostanza chimica composta principalmente da carbonio che “vola” via facilmente, trasformandosi in gas o vapore a temperatura ambiente.
Le sorgenti di inquinamento di Composti Organici Volatili nell’aria degli ambienti indoor sono diverse e riguardano un po’ tutti gli oggetti e le attività domestiche: in primis i materiali da costruzione e di arredo (le cui emissioni perdurano anche per anni), i prodotti cosmetici o deodoranti, il fumo di sigaretta, i materiali di pulizia e prodotti vari (es. colle, adesivi, solventi, vernici), gli abiti trattati recentemente in lavanderia, i dispositivi di riscaldamento, le stampanti e fotocopiatrici.
I COV sono presenti anche negli ambienti esterni, provenienti dagli scarichi dei veicoli, dalle emissioni industriali e da fonti naturali come la vegetazione. Tra i più pericolosi, da un punto di vista tossicologico e mutageno, ricordiamo la formaldeide.
Per la loro diffusione e caratteristiche di volatilità, i COV costituiscono la gran parte dell’inquinamento urbano e indoor.
Effetti dei COV sulla salute
L’esposizione ad alte concentrazioni di COV può avere effetti dannosi sulla salute umana, in particolare su alcuni gruppi, come bambini, anziani e persone con condizioni di salute preesistenti, che possono essere più sensibili agli effetti dei COV.
L’impatto dei COV sulla salute è estremamente variabile e dipende dal tipo di sostanza, dalla concentrazione nell’aria e dal tempo di esposizione.
Alcuni hanno un odore pungente che funge da “allarme”, mentre altri sono inodore e subdoli.
L’esposizione a breve termine può causare irritazione agli occhi, al naso e alla gola, mal di testa, vertigini e nausea.
Un’esposizione prolungata per anni, anche a basse dosi, può portare a patologie molto più severe. I COV sono stati collegati a problemi respiratori, allergie, disturbi neurologici e persino ad alcuni tipi di cancro.
La filtrazione fotocatalitica per l’abbattimento dei COV
La filtrazione fotocatalitica è una reazione fotochimica in cui un catalizzatore (biossido di titanio) irradiato dalla luce, decompone le sostanze inquinanti nella cui composizione è presente del carbonio.
È uno dei metodi migliori di purificazione dell’aria, poiché non si limita a filtrare gli inquinanti (nel senso tradizionale di “trattenere”), ma li distrugge e, quindi, riesce ad essere effettivo anche nei confronti di sostanze troppo piccole per poter essere fisicamente bloccate da un filtro, come, ad esempio, i cattivi odori.
Inoltre, il biossido di titanio possiede riconosciute caratteristiche battericide, e pertanto, i filtri fotocatalitici al biossido di titanio sono anche altamente efficaci nella rimozione dei virus e batteri presenti nell’aria (al riguardo si rimanda all’articolo sul potere battericida del biossido di titanio).
Per chiarire se la filtrazione fotocatalitica sia la soluzione idonea al problema specifico, si deve innanzitutto determinare se il problema è determinato da una sostanza qualificabile come COV, scaricando l’elenco completo dei composti organici volatili disponibile in calce a questo articolo oppure visitando il sito della della US Environmental Protection Agency’s (EPA).
Oltre i filtri tradizionali
Elenco dei COV
Poiché la definizione è molto ampia, questa categoria comprende un’ampia varietà di molecole: non solo idrocarburi saturi, insaturi, ciclici e aromatici, ma anche composti che includono eteroatomi (ovvero elementi diversi dal carbonio e dall’idrogeno) come ossigeno, azoto, zolfo e alogeni.
Nella vita di tutti i giorni, queste sostanze si trovano in moltissimi prodotti comuni:
- Idrocarburi alifatici (es. propano, butano, esano): impiegati principalmente come combustibili, nei gas refrigeranti e all’interno dei detersivi.
- Idrocarburi alogenati (es. cloroformio, cloruro di metilene, pentaclorofenolo): utilizzati per la produzione di pesticidi, sgrassatori industriali e sistemi di refrigerazione.
- Idrocarburi aromatici (es. benzene, toluene, xileni): componenti essenziali di vernici, pitture, collanti e detergenti.
- Alcoli: sostanze diffuse in un’ampia gamma di prodotti, dagli adesivi e i diluenti fino ai cosmetici e ai detersivi.
- Aldeidi (es. formaldeide, acetaldeide): sfruttate per le loro proprietà conservanti e disinfettanti, si trovano in fungicidi, germicidi e persino nei materiali che compongono gli arredi.
Secondo i criteri stabiliti dall’Unione Europea, un composto viene classificato come COV se presenta una specifica volatilità, ovvero una pressione di vapore pari o superiore a 0,01 kPa a una temperatura di 20°C.
Non esiste pertanto un elenco omnicomprensivo per i composti organici volatili (COV) perché questa categoria include migliaia di molecole diverse accomunate dalla capacità di evaporare rapidamente a temperatura ordinaria.
L’elenco disponibile per il download cliccando sul pulsante è comunque un riepilogo completo e pressoché esaustivo.
Per un doppio riscontro si può anche visitare il sito dell’Agenzia di Protezione Ambientale Statunitense (EPA).


